Stormy Six - L'Apprendista - 1977 - (2025)

La recente ristampa su LP de L'Apprendista offre l'occasione di riscoprire una pagina musicale spesso trascurata da chi è fascinato da una parte del rock progressivo "tradizionalista", talvolta diffidenti verso quella deriva sperimentale che avrebbe preso il nome di R.I.O. (Rock In Opposition). 
L'artefice di quel manifesto socio-politico-musicale è Chris Cutler batterista degli  Henry Cow e, tra i fondatori del movimento figuravano anche gli Stormy Six, inizialmente noti per la canzone politica, ma spostati dall'adesione al R.I.O. verso una più complessa evoluzione strumentale. Su questo interessantissimo movimento musicale ne abbiamo scritto nella sezione -Correnti-.
Sebbene l'ingresso nel movimento sarebbe stato formalizzato solo l'anno successivo, in questo disco del 1977 si apprezzano già nettamente i germi della felice mutazione.

L'Apprendista rappresenta il punto di svolta della band: un lavoro ricco di soluzioni avanguardistiche che esalta le doti tecniche dei musicisti. Le composizioni, ora più articolate e con sofisticati arrangiamenti, richiamano la complessità del rock progressivo con tempi dispari e strutture non banali, tradendo una chiara fascinazione per i Gentle Giant (evidente nei cori del finale de L'orchestra dei fischietti) ed immergendosi pienamente nell'ambito R.I.O.

Anche i testi delle canzoni subiscono un'evoluzione: dagli slogan "folk-rock militante", si passa a un linguaggio asciutto, imperniato metaforicamente sul mondo del lavoro, quello intellettuale e le implicazioni sociali che avrebbe (o dovrebbe avere). Il canto, più che altro declamato, si fonde bene con un tessuto variegato dall'uso di molteplici strumenti, che mantiene il tocco folk, un alone "cameristico" e un gusto melodico tipicamente italiano. La sezione ritmica offre un supporto solido e fantasioso, le linee di basso sono spesso in bella evidenza, spiccano brani come la sincopata Buon lavoro! e la lunga e piacevolmente complessa Il labirinto.

Purtroppo, l'analisi di questa prima ristampa in vinile dal 1977 è deludente. Nonostante una legittima attesa, l'operazione lascia l'amaro in bocca. È probabile che la sorgente audio sia una precedente rimasterizzazione digitale (già usata per i CD), col malvezzo di non dichiararlo. Il packaging con la copertina singola replica l'artwork originale, codice a barre a parte. La busta interna è anonima e priva di velina, ma soprattutto mancano i testi e le note, nonostante la loro presenza sia indicata sul retrocopertina come nell'originale. Sul vinile nero di buon peso,  qualche alone tradisce una qualità non ottimale ma suona abbastanza silenzioso e questo va più che bene. 

Si perde anche lo storico logo dell'etichetta "L'Orchestra" ma ci si può passare sopra;  uno sticker esterno con l'autografo di Franco Fabbri e la numerazione limitata a 300 copie sembra posticcio e messo come specchietto per le allodole. A fronte di un prezzo di vendita non basso, ci si trova davanti a un prodotto progettato male e realizzato peggio, mortificando così la storia degli Stormy Six.

Brani:  Buon Lavoro!, L'Apprendista, Carmine, Il Barbiere, Cuore, Il Labirinto, Rosso, L'Orchestra Dei Fischietti.

Non riporto chi ci suona perchè hanno ritenuto opportuno non citarli (scherzo!).

Franco Fabbri: Voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, vibrafono, xilofono;
Umberto Fiori: Voce principale, chitarra acustica;
Tommaso Leddi: Violino, mandolino, chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte;
Carlo De Martini: Violino, viola, mandolino, chitarra acustica, voce;
Luca Piscicelli: Basso, voce;
Salvatore Garau: Batteria;
Renato Rivolta: Sassofoni;
Leo Dosso: Fagotto;
Andrea Vicario: Violoncello;
Gianfranco Gagliardi: Tastiere;
Pino Martini: Basso (suona nei brani Carmine e Il barbiere);
Bruno Fraimini: Percussioni (suona nel brano Cuore);
Cristina Pederiva: Viola (suona nel brano Rosso).

Geppo
Febbraio 2026 

 

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