Cheer-accident - Putting off death - 2017

Se avete avuto a che fare con i Thinking Plague, potreste aver incontrato un gruppo chiamato Cheer-Accident, visto che per un periodo hanno condiviso la statunitense Cuneiform Records, casa discografica che propone soluzioni sonore assai interessanti. Ci troviamo in una zona genericamente affine al R.I.O. (Rock In Opposition) ma, ovviamente, con i distinguo del caso: quel movimento, nato alla fine degli anni '70 e durato davvero poco per l'eccesso idealistico del proprio manifesto, è stato un'importante fonte d'ispirazione che ancora oggi arricchisce le proposte del rock progressivo più evoluto. I Cheer-Accident, dal canto loro, non sono facilmente classificabili: la loro vasta discografia, prodotta dalla metà degli anni '80 a oggi, attraversa diagonalmente il punk più evoluto, il rock colto e un certo avanguardismo, toccando persino forme pop e contaminazioni jazz.
Questo lungo preambolo serve a segnalare il loro lavoro del 2017 intitolato Putting Off Death che quando si ha voglia di ascoltare "canzoni" intriga non poco grazie alla complessità delle composizioni intrise di melodie accattivanti.

Già con la title track vi troverete sulle montagne russe: il pianoforte e la voce maschile introducono il brano in modo struggente, finché una fragorosa scarica ritmica vi farà sobbalzare, portandovi altrove attraverso tempi sgembi e sequenze nervose di chitarra. Tutto dura poco, per poi immergersi in una pausa strumentale evocativa e approdare in una dimensione rassicurante guidata dal trombone. Anche qui, però, la tregua è breve: un pianoforte percussivo, in contrasto con una sezione fiati sincopata, s'impossessa della scena finché il fruscio di un disco gracchiante non pone fine ai quasi 12 minuti di Language Is...

Immanence, con l'allegra amarezza del pianoforte e una voce femminile piacevolmente dissonante, è una canzone che entra subito in testa grazie ad armonie inusuali ma melodicamente azzeccate. Wishful Breathing è invece una nenia dolce-amara, ritmata in modo strambo e ricca di sfaccettature sonore tra fisarmonica, tromba, chitarre di vario tipo e inserti rumoristici.

In Falling World, un allarme pare risuonare attraverso un arpeggio di chitarra sospeso; un breve assolo di tromba rassicura, ma un incedere ritmico inquietante conduce bruscamente al termine. Si viaggia su toni apparentemente vivaci in More And Less, sebbene il cantato maschile quasi recitato suggerisca tutt'altro. La successiva Lifetime Guarantee si muove invece su un piano più confortante, grazie all'alternanza tra voce femminile e maschile, finché un fantastico intreccio di fiati spiazza l'ascoltatore introducendo un assolo di chitarra solare; anche qui le situazioni cambiano repentinamente, risolvendosi in un finale corale tra pieno strumentale e cori.

Hymn è un'altra canzone cangiante dove troviamo metaforicamente citato Hemingway: con la sua variegata freschezza melodica (voce, tromba, flauto), conclude un disco all'apparenza triste e dimesso nei toni, ma in realtà talmente vivo da spingere a ripetuti ascolti. 

I Cheer-Accident non saranno un vero "tocco di allegria", ma questo disco è davvero un modo felice per rimandare la morte molto lontano nel tempo.

Le canzoni:
Language Is... 11:24; Immanence 4:12; Wishful Breathing 3:45; Falling World 3:40; More And Less 3:00; Lifetime Guarantee 6:59; Hymn 5:11.


Ci suonano:
Drums, Vocals, Piano, Trumpet, Keyboards, Guitar [Acoustic And Electric Guitars], Synth [Moog], Noises – Thymme Jones; Baritone Saxophone – Cory Bengtsen;   Bass, Keyboards – Dante Kester; Flute – Beth Yates; French Horn – Joan Morrone;  Guitar, Trumpet, Vocals, Keyboards – Jeff Libersher;  Tenor Saxophone – Ross Feller;  Trombone – Mike Hagedorn;   Tuba – Rob Pleshar, Todd Fackler;  Violin – Julie Pomerleau; Vocals – Carmen Armillas, Sacha Mullin, Teria Gartelos.
 
Geppo
Gennaio 2026 

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