Aragorn - The suite

2022, Merry Go Round

Dopo avervi già parlato dei dischi degli Stepps e degli Snakes Alive, diventa tappa obbligata per il Rotters' Club proporre una recensione anche di questo lavoro degli Aragorn.

Con un percorso inverso, andando a ritroso, abbiamo seguito con estremo piacere le tappe di queste tre band che sono una l'evoluzione dell'altra.

Tutto inizia in Australia nel 1972, quando un gruppo di giovani musicisti forma la band denominata Aragorn. La formazione si assesta con Oleg Ditrich (piano, tastiere, voce), Jonas Sayewell (flauto, chitarra acustica, voce), John Simpson (chitarra elettrica), Michael Vidale (basso) e Peter Nykyruj (batteria, percussioni).
Ditrich, forte del suo background classico, aveva iniziato già nel 1967, quando era appena quattordicenne, la composizione di The suite, ispirata dal celebre romanzo fantasy Il Signore degli Anelli. Dopo sei anni l'ambiziosa opera è pronta e Vidale, potendo usufruire dello studio di registrazione del padre, con cui lavora, si occupa dell'incisione (in un'unica take e senza overdubs) nel settembre del 1973 e del passo finale del missaggio nel febbraio dell'anno seguente.

L'album è rimasto nel cassetto per tantissimi anni e solo durante l'attività per la ristampa del disco degli Snakes Alive è stato ritrovato e recuperato per la pubblicazione avvenuta poi, finalmente, nel 2022. Già, perchè dopo la registrazione di The suite, gli Aragorn hanno subito una serie di cambiamenti di organico e pian piano si sono trasformati negli Snakes Alive, che a loro volta, in seguito, diventeranno gli Stepps. Di entrambi, come accennato, ci siamo già occupati. Ora passiamo a The suite.

Come il titolo lascia intuire, siamo di fronte ad una suite, che è suddivisa in sedici brani legati l'un l'altro senza soluzione di continuità. Gli arrangiamenti elegantissimi denotano un lavoro di base non indifferente e fanno capire come quei sei anni spesi da Ditrich nella composizione siano stati felicemente ispirati ed hanno portato a curare ogni dettaglio in maniera certosina.

Stilisticamente siamo nel campo del prog sinfonico/romantico, con suoni, timbri e intrecci strumentali tipici di quegli anni. Appare chiara l'influenza dei grandi maestri britannici, con riferimenti a Yes, Jethro Tull, Moody Blues e Emerson, Lake & Palmer. Eppure non si avverte mai la sensazione di "copia-incolla"; i musicisti trovano equilibri importanti, tra impasti elettroacustici, l'alternanza di assoli di tastiere, flauto e chitarra, una sezione ritmica fantasiosa e solida, le melodie bucoliche... Riescono a catturare l'attenzione dell'ascoltatore grazie a dinamiche ben congeniate e ricche di variazioni. Alla base ci sono il piano e le tastiere di Ditrich che danno il la ad ogni movimento, ma la coesione del gruppo è evidente. Alcune divagazioni folk e jazz rendono ulteriormente ricca quest'opera che può essere considerata un piccolo gioiello, benchè non originalissimo.
Da segnalare che, oltre la suite, sul cd come bonus track e con un 45 giri allegato al vinile, c'è anche il brano And the people and the night, che fa emergere ancora di più la vena tulliana degli Aragorn.

Si chiude così il cerchio, grazie alla benemerita casa discografica coreana Merry Go Round, che si è occupata della riedizione dei dischi di queste tre lodevoli band, rendendoli disponibili sia in CD che in vinile con artwork molto curato.

1. Creatures Of The Night (3:05); 2. Rivendell (3:52); 3. Wonder (4:48); 4. Rivendell South (0:48); 5. Land Of Mordor (3:49); 6. Trees And Grass (2:04); 7. East Of Greyhaven (4:17); 8. A History Book (3:32); 9. Thunder (2:59); 10. Grove (2:01); 11. Sky (1:20); 12. Dark Lord (2:33); 13. Rivendell East (1:39); 14. Aragorn (2:52); 15. Ends Of Time (1:52); 16. Dance Of The Ring (1:32); 17. And The People And The Night (Bonus Track) (7:50)

Oleg Ditrich: piano, keyboards, vocals; Michael Vidale: bass; Peter Nykyruj: drums, percussion; John Simpson: electric guitar; Jonas Sayewell: flute, acoustic guitar, vocals.

Peppe
gennaio 2026

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