Rotters’RoundTable 2+1 Festival Prog - Veruno 2026

 

Impressioni e considerazioni ai concerti del 2+1 Festival Prog - Veruno 2026


Black Pie


Geppo - Aspettativa: Bassa

Disorientato dalla nuova disposizione fronte palco (area in piedi sotto al palco e tribune sopraelevate con sedili), li ho parzialmente seguiti in piedi, nell'andirivieni ai banchetti di dischi e salutando amici.  Hard rock energico, impattante, la band si è espressa coinvolgendo anche richiedendo di indossare una mascherina oscurante fornita per immergersi in un momento “lisergico” mentre producevano suoni “spaziali”. Voto: 6

Peppe - Aspettativa: Media

Grosso modo è stato quello che mi aspettavo. Un gruppo che nella dimensione live riesce ad esprimere una bella energia. Hard rock con buone contaminazioni, buone esecuzioni e buona presenza scenica. Non vicinissimi al prog, ma per lo show di Veruno offrono una ciliegina sulla torta rappresentata da una Red che inevitabilmente riesce ad accattivare il pubblico. Voto: 6,5

MontagAspettativa: Bassa

E come spesso succede, la dimensione live, sorprende. Mi sono divertito e credo che i Black Pie sia un gruppo con un buon affiatamento e con il giusto groove. Lo spettacolo  è scivolato via gradevole,  sorpresa e regalo per i nostalgici inclusi (mascherina e Red dei KC). Voto: 6.5


Anaid


Geppo - Aspettativa: Media 
Ho assistito alla performance proprio sotto il palco e, nonostante le vibrazioni eccessive e fastidiose dei subwoofer, la musica non mi ha fatto muovere di un passo. Il gruppo si è dimostrato davvero coinvolgente: l'alternanza dei musicisti ai vari strumenti si è rivelata a dir poco entusiasmante, mentre la raffinata complessità delle composizioni è apparsa fluida e accessibile all'ascolto. Sulla voce-strumento avevo qualche riserva, ma si è rivelata una sorpresa perfettamente amalgamata, specialmente considerando l'idioma inventato e la componente quasi improvvisata dell'esibizione. Aspettativa più che soddisfatta. Voto: 8
Peppe - Aspettativa: Alta 
Se le aspettative erano alte, gli Anaid sono riusciti ad andare anche oltre. Un concerto bellissimo! Si parte subito con due bassi potenti che portano in una dimensione zeuhl. Ma la band riesce a mostrarsi personale anche per merito di una ricca strumentazione, con tanto di fiati che spingono verso il jazz. Maiuscola la prova della cantante, che riesce a caratterizzare ulteriormente la proposta di questo gruppo che è da annoverare tra i migliori del Festival di quest’anno. Mi sembra che il pubblico presente sia rimasto ugualmente coinvolto e soddisfatto e a questo punto spero ancora di più che in futuro possano essere chiamati i Free Human Zoo :-)  Voto: 9
MontagAspettativa: Media 
Gli Anaid mi hanno sorpreso, superando di gran lunga le mie aspettative: polistrumentisti che si alternavano, sonorità ricche in timbrica (clarino, tromba, xilofono in aggiunta agli strumenti tradizionali), scelte umorali (due bassi in un paio di brani) e la grande performance della cantante hanno realizzato un concerto ricco tecnicamente ed emotivamente. Voto: 9

Soen


Geppo - Aspettativa: Bassa
Confermando le mie aspettative, non ho esitato ad allontanarmi per cenare e, soprattutto, per riposare, data la scarsa comodità nell'ascolto della musica dovuta alla nuova disposizione logistica del festival.  Voto: S.V.
Peppe - Aspettativa: Bassa
Inizia il concerto con un sound che mi aspettavo e che non mi piace. Da fuori tra un acquisto e una chiacchierata provo a dare qualche ulteriore ascolto, ma ogni volta quello che sento continua a non piacermi. E’ il momento di cenare, come previsto… Voto: S.V.
MontagAspettativa: Bassa
L’inizio del concerto non mi ha trattenuto e quindi… cena. Voto: S.V.


Voyage 35


Geppo - Aspettativa: Alta 

La psichedelia che mi aspettavo è stata latitante; tuttavia, la riproposizione dei brani dei Porcupine Tree in una forma diversa, più "elettrica" ed essenziale, non mi è dispiaciuta, anche se speravo, forse ingenuamente, in qualcosa di più emozionante. Una cover band? Si! Aspettativa soddisfatta? Ni! Con benevolenza: Voto: 7

Peppe - Aspettativa: Alta

Nel complesso il concerto mi è piaciuto, forte di un repertorio che esprime abbastanza bene il meglio dei Porcupine Tree. Coraggiosa e comprensibile la scelta di non agire da cover band riproponendo per filo e per segno i suoni e le strutture dei brani originali. Tuttavia le distorsioni di chitarra e l’orientamento generale allontana un po’ da quelle atmosfere oniriche che tanto caratterizzavano e mi hanno fatto apprezzare i primi lavori dei “Porcospini”. Ho gradito, ma senza esagerazione. Voto: 7

MontagAspettativa: Alta 

La set list è stata quella aspettata, i nuovi arrangiamenti li trovo azzeccati per far esaltare la personalità dei componenti del gruppo. Alcuni suoni, alcune entrate della chitarra e i video a volte sfalsati rispetto alla musica vengono sicuramente perdonati essendo il primo live del gruppo. Purtroppo qualcosa non mi ha fatto immergere completamente nel viaggio e sono rimasto tiepido alla proposta. Voto: 7


Ottone Pesante


Geppo - Aspettativa: Media
Assente per indisposizione quindi Senza Voto.
Peppe - Aspettativa: Media
Potenzialità enormi! Tromba, trombone, batteria, effetti elettronici per un muro di suono impressionante. Quando privilegiano gli aspetti jazz e sperimentali li ho trovati estremamente interessanti. Quando si buttano su un metal furioso con la batteria iperveloce li ho trovati fastidiosi. 8 per le parti che mi sono piaciute, 4 per le altre, quindi faccio una media. Voto: 6
MontagAspettativa: Alta 
I primi due brani e l’ultimo erano totalmente nelle mie corde, con un batterista fantastico e fantasioso, facendomi divertire tantissimo. Nel mezzo, hanno spinto di più nella direzione del metal impoverendo le parti di batteria (necessariamente più metronomica e sterile) con i fiati che sono diventati un po’ meno interessanti. Peccato. Voto: 5,5 per l’intero concerto, ma sarebbe stato un 8 se tutti i brani fossero stati come  i tre succitati.

The Samurai of Prog


Geppo - Aspettativa: Bassa
Assente per indisposizione quindi Senza Voto.
Peppe - Aspettativa: Media 
Il classico prog sinfonico che mi aspettavo e che rispecchia quanto fatto in studio. Non originale, ma ben eseguito e gradevole da ascoltare, con alcune composizioni più convincenti di altre. Promosso anche il brano solista di Elisa Montaldo che nel finale si è aggregata alla band come ospite. Per essere il primo concerto in assoluto, direi che la prova è superata. Voto: 6,5
Montag Aspettativa: Bassa
Altra prima volta sul palco, dopo i Voyage 35, e anche loro se la sono cavata con poche sbavature che verranno sicuramente limate con l’esperienza e il conseguente ffiatamento. Mi è piaciuto il chitarrista che nei suoi solo è stato molto bravo a sottolineare il momento di risoluzione della tensione musicale costruita nel brano.
Purtroppo la musica proposta la trovo scontata con pochi spunti di interesse, resta quindi la mia freddezza. Voto: 5

Ritual


Geppo - Aspettativa: Bassa
Una forma fisica non buona e la totale assenza di posti a sedere non hanno creato l'atmosfera giusta per godersi il concerto. Da quanto ho potuto ascoltare, la scaletta era piuttosto variegata e ripercorreva diversi loro album. Questa varietà non mi ha conquistato del tutto, ma mi ha incuriosito: dedicherò sicuramente qualche ascolto ai loro dischi in studio. Voto: 6
Peppe - Aspettativa: Media
In sede di aspettative avevo scritto “Una vitalità coinvolgente, ma anche un po’ dispersiva”. E’ quello che ho percepito anche live. Concerto bello, musicisti bravissimi, passaggi continui da riferimenti ai Gentle Giant al folk, al rock, fino anche ad un hard-rock robusto e divertente. Ottima presenza scenica. Voto: 7,5
MontagAspettativa: Media
Ho perso un quarto dello spettacolo per esigenze fisiologiche, ma i tre quarti me lo sono goduto. Un concerto valido, con strumentisti mai sopra le righe, interventi mirati che sentivi “naturali” nell’evoluzione del brano. Molto bravi e affiatati.
Bel concerto, ma non sono potuto andare a comprare qualcosa di loro per non perdere la prima fila per Barre. Voto: 7,5

Martin Barre Band


Geppo - Aspettativa: Alta 
Nel complesso un concerto del tutto soddisfacente: un rock d’annata di ottima fattura, suonato con inusitato vigore da Martin Barre e da una band perfettamente all’altezza della situazione. Il chitarrista e cantante si è dimostrato del tutto a suo agio con i classici dei Jethro Tull, sostenuto da una voce convincente e da una presenza scenica decisamente efficace. Voto: 7
Peppe - Aspettativa: Alta
Un concerto bellissimo, che vede protagonista un quasi ottantenne in splendida forma. Si privilegia l’aspetto più robusto dei Jethro Tull, con immancabili classici e qualche sorpresa (tra cui è da citare una versione hard rock di… Eleanor Rigby!). Barre mi ha dato l’impressione che si stia sfogando per bene dopo anni passati all’ombra di un frontman molto accentratore ed il siparietto su Serenade for a cuckoo è molto indicativo al riguardo. Dimostra (anche se in realtà non ce n’era bisogno) di essere stato un elemento fondamentale per il sound della storica band. Non posso non menzionare l’ottima performance del cantante. Il risultato finale è vincente. Voto: 8
MontagAspettativa: Alta
Lo spirito più rock della musica dei Jethro è stato magnificamente interpretato da un gruppo ben affiatato e oserei dire spumeggiante. L’istrionico cantante/chitarrista è stato per me il jolly dello show. Bella la cover dei Beatles in chiave “Barre” e anche tutti i classici rivisitati dei Jethro. Niente altro da dire, mi sono divertito senza rimpiangere  quell’oggetto lungo e metallico con fori che chiudendoli fanno delle note ed è facile da suonare, al punto che anche un chitarrista può imparare a suonarlo (cit. Barre)  Voto: 8

Limite Acque Sicure


Geppo - Aspettativa: Bassa

Sul palco si sono riviste tutte quelle caratteristiche che critico spesso su questo blog: i gruppi italiani (ma non solo) di rock progressivo sinfonico tendono a privilegiare il canto rispetto alla suonata, concentrandosi più su testi e narrazioni che sulla creazione di una trama musicale interessante (soprattutto nell'uso espressivo della voce). D'altronde, la rarità di doti canore sopra la media rende questa soluzione complessa. Ho però apprezzato il brano in cui la flautista ha preso il microfono, dimostrando un'ottima padronanza del ruolo di cantante. Voto: 5

Peppe - Aspettativa: Media

Con due album di classico rock progressivo italiano di matrice sinfonico/romantica, dal vivo seguono quanto proposto in studio, con qualche momento leggermente più robusto. Non tutto regge bene e i momenti migliori sono quelli con la flautista/cantante maggiormente in evidenza. Per me sufficienza. Voto: 6

Montag -  Aspettativa: Bassa

Classico prog sinfonico italiano a tratti ben suonato, a volte ci si è persi con chitarra e tastiera che dialogano con difficoltà. Plauso alla strabiliante cantante/flautista che mostra spessore e raffinatezza artistica: è grazie a lei che si intuiscono le potenzialità che ha questo gruppo nello sviluppare temi melodici convincenti e non banali. La performance, in generale, resta però deludente. Voto: 5


Half past four


Geppo - Aspettativa: Media

Ho seguito l'esibizione per intero e la loro proposta ha mantenuto sempre alta la mia attenzione: senza troppi proclami, ma con una fluidità d'ascolto davvero gradita. Merito di una cantante istrionica e versatile nei passaggi di stile vocale, affiancata da una band solida e compatta. Un set divertente, coinvolgente e decisamente appagante. Voto: 7

Peppe - Aspettativa: Media

Ero curioso di ascoltarli e devo dire che  il concerto è stato davvero bello. Una band che suona in maniera magistrale ed una cantante di altissimo livello, molto versatile e con una notevole presenza scenica. La proposta è eclettica, ci ho sentito un po’ di tutto: Echolyn, King Crimson, hard rock purpliano, Kate Bush, musica circense… Forse i musicisti volevano esternare un po’ troppo la loro bravura, ma è stato un gran bello spettacolo. Voto: 8

Montag -  Aspettativa: Alta

Saliti sul palco come un meccanismo ben oleato che non teme nulla, hanno prodotto uno spettacolo strabiliante. Un basso fantasioso, una cantante istrionica e capace di divertirsi e divertire il pubblico, un chitarrista preciso dagli interventi chirurgici, così come la tastiera usata con parsimonia e in maniera intelligente. Quando sono stati poi riproposti i brani dell’ultimo album, che ammiccano a certe cose fatte dalla mia amata Kate Bush, non mi sento offeso, anzi apprezzo perché ne percepisco il trasporto che la cantante sente nel cantare quei brani. Insomma uno spettacolo sublime. Voto: 8,5


 

Paatos 


Geppo - Aspettativa: Media
Li ho ascoltati per intero dalla tribuna, con una seduta scomoda ma con ottima visuale e resa sonora. Malinconici e abili a muoversi con maestria nell’atmosfera grigia e brumosa che sanno creare, risultano tuttavia monocorde e facilmente pesanti. Ho gradito i brani un po' più ritmati, che però confermano la posizione di mezzo (“né buono né cattivo”) in cui li avevo già collocati. Voto: 5
Peppe - Aspettativa: Alta
Avevo aspettative alte confermate in pieno. Certo, è una proposta un po’ diversa dai “tipi” di prog che circolano. Anche dal vivo trasmettono quelle atmosfere estremamente malinconiche, con canzoni intrise di tristezza e toni dimessi, quasi dark. Petronella, inevitabilmente al centro delle attenzioni, ha offerto una performance vocale splendida, perfetta in una dimensione sonora che si muove dai Landberk di “Indian Summer” per spingersi verso un pop-prog dalle tinte fosche, che di tanto in tanto si avvicina anche a certe cose di Bjork o anche dei Portishead. Per me il concerto top del festival. Voto: 10
Montag -  Aspettativa: Bassa
Gruppo coeso e che ha preparato molto bene la sua presenza al festival. Sono riusciti a creare l’atmosfera voluta, risultando coinvolgenti e personali. Sebbene abbia apprezzato i brani più movimentati, essendo l’80% dello spettacolo formato da visioni pessimistiche e tristi sulla vita, alla lunga mi hanno stancato. Voto: 6


Todd Rudgren


Geppo - Aspettativa: Bassa
Sono stato avvolto da bei suoni: curati, limpidi e levigati. Dopo tre gruppi accomunati dallo stesso (brutto) suono di batteria, è stata un'autentica gioia per le orecchie, grazie anche agli ottimi musicisti di questa band. Ciò che proprio non ho interesse ad ascoltare, tuttavia, sono la struttura e il formato canzone leggera di stampo americano, una scelta poco opportuna in un festival di rock progressivo. Dopo 5 brani ho abbandonato la postazione in tribuna “conquistata” sette ore prima e sono andato a riposare. Voto: 4
Peppe - Aspettativa: Media
Il buon Todd non si è adattato all’occasione come speravo… E qui mi rende le cose difficili. Per i miei gusti sono rimasto un po’ deluso. Perchè mi aspettavo una parentesi prog un pochino più sostanziosa, invece c’è stato solo un piccolo contentino con la microversione di 4 minuti di The ikon. Nulla da eccepire su un’esibizione in cui ha mostrato tutte le sue qualità da solista (che conosco prevalentemente per i primi album), con una band affiatata di eccellenti musicisti, capaci di suonare un po’ di tutto e che a Veruno hanno privilegiato l’aspetto pop, rock e soul del repertorio di Todd. Si vede chiaramente l’aura di un artista di culto, ma sono davvero in difficoltà. So che i fan vorrebbero vedere voti altissimi… Ma considerando il mio “grado di contentezza” riguardo questo concerto, oltre la sufficienza non mi sento di andare. Voto: 6
Montag -  Aspettativa: Bassa
Non è possibile mettere in discussione la bravura del personaggio e dei musicisti sul palco (semplicemente perfetti, con un suono curatissimo e raffinato), ma la proposta di Todd è molto lontana dai miei gusti e l’accenno a The Ikon (4 minuti scarsi dopo circa due ore di attesa) e il bellissimo momento del brano cantato a cappella, non sono sufficienti a far valutare positivamente un live che in altre circostanze non avrei proprio visto. Voto: 4 


Geppo - Peppe - Montag
nove settembre duemilaventisei


5 commenti:

  1. Buon pomeriggio a tutti,
    visto che ci siamo velocemente conosciuti l'ultima giornata di Veruno (ero seduto dietro a voi con mio figlio) mi faceva molto piacere salutarvi e darvi le mie sintetiche opinioni sul Festival da poco concluso.
    Visti gli annunci per il prossimo anno (6 gruppi sono il 50%) temo una deriva (metal, neo prog tendente all'AOR) preoccupante.....se aggiungiamo poi la questione configurazione posti (che abbiamo già ampiamente commentato) sarò sicuramente più selettivo circa la partecipazione alla prossima edizione......

    BLACK PIE: voto 4 - inutili
    ANAID: voto 7 - bella sorpresa, la quota Rock In Opposition di questo Festival
    SOEN: voto 4,5 - basta con 'sto Prog Metal! Non ci sono idee....
    VOYAGE 35: voto 8 - quello che mi aspettavo nel reinterpretare il periodo (per me) migliore dei Porcupine Tree, senza scadere nella cover band
    OTTONE PESANTE: voto 6,5 - originali, divertenti
    THE SAMURAI OF PROG: voto 5 - banale classic prog, cantante da sopprimere
    RITUAL: voto 7 - altra bella sorpresa, variegati ed originali
    MARTIN BARRE BAND: voto 8 - il concerto più divertente del Festival, ha ridato linfa al catalogo dei Tull
    LIMITE ACQUE SICURE: voto 4 - basta con 'sto classic prog tutto uguale a se stesso e con questi cantanti scarsi
    HALF PAST FOUR: voto 6 - cappaci ma al secondo pezzo l'incantesimo è svelato
    PAATOS: voto 4,5 - noia mortale
    TODD RUNDGREN: voto 7 - per me lo Zappa del pop rock, aspettative altissime in parte deluse (anche perché personalmente sono arrivato esausto dai 3 gruppi precedenti e dalla scomodità della tribuna).

    Una considerazione finale: a parte la questione cantanti scarsi, che ne dite dell'altrattanta scarsità dei batteristi? Capisco che non è immediato trovare novelli Bill Bruford, ma così è veramente troppo...

    Un caro saluto, a presto
    Massimo

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    1. Ciao Massimo, sono lieto di averti conosciuto. Le poche battute che abbiamo scambiato mi hanno fatto capire quanto tu ami e segua la musica rock progressiva, anche nelle sue forme meno note ma fondamentali per questo genere. L'eterogeneità è un tratto distintivo del 2+1 Days Prog Festival e, dopo ben 10 edizioni, non me la sento di criticare le scelte dell'organizzazione sui gruppi invitati. Per quanto riguarda i batteristi, posso dirti che quando è salito sul palco Todd, dopo tre gruppi, il suono della batteria è visibilmente cambiato. Non nego ci sia tanta omologazione nel modo di suonare, ma potrebbe essere stato anche questo a colpirti in negativo? In ogni caso questo festival resta un unicum: teniamocelo stretto! Grazie per aver condiviso le tue impressioni, un caro saluto.

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  2. Buon pomeriggio a tutti,
    sono il figlio di Massimo. Lascio anche io le mie opinioni sulla seconda e terza serata (alla prima ahimè non ero presente) di questo festival che ormai è diventato per noi una tradizione, ma che, come già detto, non è ancora riuscito ad accendere in noi un forte entusiasmo per l'anno prossimo (speriamo che ci sia qualcosa di più interessante nel restante 50% non ancora annunciato...).

    Stendo invece un velo pietoso sulla questione posti, già largamente discussa sia in loco, che da voi nell'articolo.

    OTTONE PESANTE: voto 7.5: progetto interessante, che, a mio avviso, è riuscito a non diventare scontato dopo 4 battute; particolarmente apprezzata la composizione finale, di chiara ispirazione ambient. Anche le parti più hard non scontate!
    THE SAMURAI OF PROG: voto 5: nel 2026 c'è ancora bisogno del classic prog sinfonico fatto uguale a quello degli anni '70? Un gruppo un po', a mio avviso, pretenzioso che avrebbe dovuto invece puntare molto di più sulla carta dei fiati (ottimo musicista) e non invece sulla voce...
    RITUAL: voto 7: seconda sorpresa: bell'unione di diversi spunti e generi!
    MARTIN BARRE BAND: voto 8.5: semplicemente concerto divertentissimo! Dimostra come se si hanno delle idee bastino due chitarre, un basso ed una batteria.

    LIMITE ACQUE SICURE: voto 4.5: stesso commento dei Samurai of Prog... sono stanco di questo prog monotono e monocorde.
    HALF PAST FOUR: voto 5: tolta la notevole capacità tecnica, non c'è molto da raccontare...
    PAATOS: voto 4: dopo le lodi lette sul libretto del festival, che ne elogiavano la presenza di elettronica, con spunti quasi IDM e drum'n'bass, ho passato tutto il set a cercare questi elementi, senza però trovarne l'ombra! I tappetoni sonori dark mi hanno stufato al terzo brano.
    TODD RUNDGREN: voto 7: concerto un po' al di sotto delle aspettative: per quanto mi piaccia lo yacht rock, speravo che puntasse su aspetti più prog. Invece il set, percepito troppo lungo per la stanchezza con cui sono arrivato, ha regalato poche sorprese... peccato!

    Incrocio le dita che Veruno possa tornare a regalare quelle sorprese che personalmente ci ha dato fino all'anno scorso... e specialmente batteristi migliori!

    Un saluto,
    Jacopo

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    Risposte
    1. Ciao Jacopo, grazie per aver condiviso le tue impressioni. Vista la tua giovane età, sono doppiamente contento di averti conosciuto e di aver scambiato opinioni con te mentre, sulle "roventi" tribune di domenica pomeriggio, eravamo in attesa della musica. Continua a farti emozionare dalle più disparate sfaccettature della musica rock progressiva: tra esse troverai sicuramente ciò che più gradisci. Un caro saluto.

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  3. Massimo e Jacopo, grazie mille per i vostri interventi. Ci fa molto piacere che sulle nostre pagine partecpino altre voci. Come commentavo sui social anche poco fa, negli ultimi anni c'è una dispersione talmente elevata di forze, c'è la possibilità per chiunque di registrare un disco facilmente oggi, c'è un'offerta talmente vasta di nuovi dischi, che inevitabilmente la qualità media cala e non poco. Ogni tanto però si scova sempre qualche bella sorpresa, per esempio in questi giorni ascoltavo il disco dei cileni Asceta "The fool leading the blind", uscito per l'italiana Lizard Records, che potrebbe essere pane per i denti di Massimo.
    Grazie ancora per i vostri interventi, spero di leggervi ancora :-)

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