Elisa Montaldo - Looking back moving forward

Elisa Montaldo è stata decisamente attiva nel 2025,  visto che ha realizzato due nuovi dischi e ha partecipato al progetto Albus Diabolus. Dopo Il fascino dell'insolito (di cui ci siamo occupati qui https://rottersclubprog.blogspot.com/2026/07/elisa-montaldo-il-fascino-dellinsolito.html), analizziamo ora Looking back moving forward.
Si tratta di un lavoro di oltre un'ora, nel quale emergono bene le varie anime di Elisa, che da solista, più che sulla spettacolarizzazione della musica, tende a cercare di stimolare sensazioni, di creare atmosfere particolari, spesso malinconiche e non manca mai di dare anche un tocco cinematico.
 
Le prime tracce ci fanno immediatamente immergere in questo mood un po' misterioso e dalle tinte fosche, con un sound moderno, pacato e riflessivo e con la voce di Elisa a rassicurarci attraverso morbide melodie. Le tastiere e il pianoforte, in queste prime proposte, tendono soprattutto a creare sottofondi suggestivi, visto che lo stile si muove tra elegante pop-prog, new age e dream pop.
Le cose cominciano a variare un po' con The Bunyan Effect, che offre una sorta di jazz stralunato, che sarebbe adattissimo come accompagnamento a certe visioni su schermo di David Lynch, seguito dal bozzetto sognante You're with me. Molto coinvolgente la raffinata ballata Al di là delle idee, che è anche l'unico episodio cantato in italiano. Particolare Northern woods, con i flauti suonati da Elisa, il pianoforte classicheggiante ed i suoni ambientali a creare un curioso e riuscito mix di world music, musica da colonna sonora e prog. Il momento topico del disco è però rappresentato dalla sequenza di sei pezzi strumentali denominata The dreamcore bubble, una "bolla di sogni e di visioni", come definita dalla stessa artista. E' un percorso nel quale emergono echi di Sakamoto, Sylvian, Pink Floyd, corrieri cosmici, primissimi Porcupine Tree, attimi di sperimentazione e ricerca, ambient, fino a toccare il picco emotivo con una personale versione di Watermelon in Easter hay di Frank Zappa, tra delicatezza ed solennità, con il fondamentale apporto di Giacomo Castellano alla chitarra e al sitar. 
Conclusione in grande stile con la title-track, una prog ballad di notevole effetto, nella quale Elisa è coadiuvata dalla sodale Barbara Rubin alla viola e al canto per una performance di rara sensibilità.

Un mosaico davvero molto ricco e intrigante quello presente in quest'album, che conferma tutto ciò che di buono è stato detto di Elisa dal debutto del Tempio delle Clessidre ad oggi. Speriamo di non dover aspettare troppo per un nuovo capitolo discografico, ma non dimentichiamo che la tastierista/cantante presta spesso il suo talento ad altri artisti legati al mondo del prog e non sarà una sorpresa se a breve leggeremo il suo nome tra i credits di qualche altro lavoro importante. 

2025, autoproduzione

durata totale: 66:11

1) Raining solitude; 2) Still Floating/ we didn’t waste time; 3) Alone or not (modern vampire); 4) The Bunyan Effect; 5) You’re with me; 6) Al di là delle idee; 7) Northern Woods;
The Dreamcore Bubble: 8) Out of the cold white desert; 9) 1941 the path (von der villa bis zum Kindergarten); 10) Pastel markers​; 11) 30 January; 12) Wesak (LoFI version); 13) Watermelon in Easter hay;
14) Looking back, moving forward

Elisa Montaldo: piano, keyboards, voice, effects, noises, Rhodes piano, Roli Seaboard, synthesizers, autoharp, Native American flute, Chinese hulusi flute, acoustic lyra, acoustic mandolin, African percussion, Koshi carillon, ocarina.
Guest musicians: Mattias Olsson (drums, percussion); Francesco Ciapica (backing vocals); Barbara Rubin (viola, backing vocals); Carmine Capasso (guitars, santur, theremin, sitar); Giacomo Castellano (electric guitars, electric sitar); Carlo Guardamagna (bass guitar) 

Peppe
agosto 2026

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