Jukka Gustavson's Alone Together Orchestra - ... Jaloa Ylpeyttä Yletän... Ylevää Nöyryyttä Nousen

Dopo l’esperienza con i gloriosi Wigwam, il tastierista Jukka Gustavson si è cimentato in una carriera solista il cui primo album merita di essere riscoperto vista l’incredibile mole di idee in esso contenuta. Originariamente composta tra il 1976 e il 1977 per un balletto e con tematiche bibliche dall'Antico TestamentoJaloa ylpeyttä yletän..., pubblicata poi nel 1978, è una lunga suite strumentale che nelle ristampe è stata suddivisa in tredici tracce, nelle quali Gustavson è coadiuvato da un ampio numero di musicisti finlandesi impegnati soprattutto ai fiati (troviamo infatti una discreta quantità di sax, ma anche flauto, corno inglese e francese, clarinetto, fagotto, trombone, tromba, flicorno e oboe). Molti di questi sono nomi importantissimi nelle scene prog e jazz del periodo; Esa Kotilainen, Juhani Aaltonen, Eero Koivistoinen, Paroni Paakkunainen, Pekka Pöyry, giusto per citarne alcuni, sono artisti di notevole rilevanza che hanno suonato in una miriade di album ed alcuni di loro hanno anche all'attivo una carriera solistica di tutto rispetto. 
Nel disco di Gustavson, l’unione tra rock e musica orchestrale è perfetta, con sprazzi classicheggianti di notevole effetto, ma anche con spunti più vicini all’avanguardia o al jazz moderno. La proposta del tastierista, infatti, è “totale”; non si percepisce alcun abuso di cliché ampiamente sfruttati, ma si ravvisa una indovinatissima contaminazione di generi, che raggiunge uno spessore musicale sorprendente. Su ritmiche particolarmente agili i suoni dei sax, delle tastiere, del flauto, dell’oboe scivolano via elegantemente in brani che si susseguono senza soluzione di continuità e che mantengono sempre standard particolarmente elevati. Una prova ineccepibile, che dimostra come Gustavson non sia solo un musicista molto dotato, ma anche un compositore-arrangiatore di assoluto valore. Jaloa ylpeyttä yletän... è uno di quei dischi che, nonostante sia uscito solo nei tardi anni ’70, ha ben poco da invidiare ai lavori più classici e conosciuti della scena nordica.

1978, Love Records

1. Hymni Luojalle (1:35); 2. Hymni Miikaelille (2:23); 3. Hymni enkeleille (3:09): 4. Hymni materialle (2:17); 5. Hymni solulle (1:15); 6. Hymni eläville sieluille (1:36); 7. Hymni Paratiisille (1:58); 8. Ihmisen luominen (4:09); 9. Jumalan vastustaja (0:28); 10. Ihmisen perisynti (2:52); 11. Vedenpaisumus (1:02); 12. Uusi ihmiskunta (0:38); 13. Kolme evankeliumia (13:36)

Jukka Gustavson: organ, piano, electric piano, celesta, harpsichord, string-synth, percussion, composer, arranger & producer

With:
Juha Björninen: guitar; Esa Kotilainen: synths, organ; Juhani Aaltonen: tenor saxophone, flutes; Eero Koivistoinen: sopranino saxophone, tenor saxophone, reeds & brass conductor; Pentti Lahti: alto saxophone, bass clarinet; Paroni Paakkunainen: baritone saxophone; Sakari Kukko: tenor saxophone; Pekka Pöyry: flutes, saxophones; Heikki Virtanen: bass; Tomi Parkkonen: drums, percussion; Matti Tossavainen: bassoon; Kullervo Kojo: clarinet; Risto Pensola: clarinet; Reino Simola: clarinet; Paavo Lampinen: bass clarinet; Ilmari Varila: oboe; Kaarlo Pietikäinen: oboe; Aale Lindgrén: cor anglais e oboesolista; Tapio Salonen: cor anglais; Timo Ronkainen: cornet; Esa-Pekka Salonen: cornet; Matti Teikari: cornet; Markku Johansson: trumpets; Simo Salminen: trumpet and flugelhorn; Jussi Aalto: trombone; Sointu Huuskonen: trombone; Tom Bildo: bass trombone; Pauli Hämäläinen: tympani, gong and percussion
 
Durata totale: 37:04 
 
Peppe
marzo 2026
(articolo originariamente uscito su Trespass Magazine - Rivista indipendente di musica evolutva - n. 2 - Primavera 2003, riveduto e ampliato) 

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