Capaccio Paestum (SA), ore 7:00
Suona la sveglia. Mi preparo per andare a lavorare. Ma con la mente ho già iniziato a fare il conto alla rovescia per l'appuntamento concertistico in serata a Roma. E che appuntamento! I Magma, per la terza volta in più di cinquantacinque anni di carriera, suonano in Italia. A undici anni di distanza dalla loro apparizione più recente, al festival di Veruno. Non potevo mancare. Il Rotters' Club non poteva mancare! A lavoro le cose da fare ci sono e fortunatamente le ore scorrono abbastanza in fretta.
ore 13:00
Ancora un'ora, poi si parte, intanto mangio un panino (broccoli e capicollo) preso stesso al caseificio dove lavoro e ne faccio preparare un altro (spianata piccante e scamorza) per la sera 😋
ore 14:00
Partenza, con destinazione casa di Geppo.
ore 15:20
Sono a destinazione. Geppo mi aggiorna sulla sua solita certosina organizzazione, che, come sempre, risulterà perfetta 😃
ore 15:50
Siamo alla stazione di Caserta e arriva anche il buon Nando.
ore 16:30 circa
Raggiungiamo Montag, che prende posto alla guida della sua auto e si va. Siamo i "Quattro di Torraca", sappiamo noi il perché 😆 Viaggio come al solito estremamente gradevole. Si parla molto di musica, ma anche di altro ed avendo qualche anno in meno degli altri, su alcune cose ascolto esperienze che potrei vivere tra qualche tempo... 😆
ore 19:00 circa
Dopo una breve sosta in autogrill siamo a destinazione e non ci sono stati imprevisti sul ruolino di marcia previsto. Parcheggiata l'auto, ci avviamo pian piano a piedi verso l'Auditorium Parco della Musica.
Il luogo è davvero splendido. Un posto che trasmette cultura ad ogni passo. Siamo accolti dalle note di Miles Davis; continuiamo a chiacchierare; diamo un'occhiata a dischi, libri, componenti stereo...
Ci avviamo verso la Sala Sinopoli ed ecco che prima di entrare iniziano gli incontri belli. Quelli con persone solitamente distanti fisicamente, ma unite da una passione in comune ed in contatto da anni grazie alle tecnologie che abbiamo la fortuna di poter sfruttare. In ordine più o meno sparso ci ritroviamo a salutare e a parlare con Rodolfo, Riccardo, Sophya Baccini e il marito Giampaolo, Michele, Gabriele Martelli dei Monkey Diet...
Il tempo comincia a volare. E' il caso di riempire lo stomaco con il panino prima di entrare e di dare un'occhiata al merchandise. E qui l'unica nota negativa della serata: io e Geppo vediamo finire sotto i nostri occhi le copie disponibili della Trilogia al Trianon in quadruplo vinile, che avevamo puntato. Vabbè, diciamo che non ho speso 75 euro. Per ora... 🙈 Prendo la mia quarta maglietta magmatica, bordeaux, stavolta 😛 Il tutto, sotto gli occhi attenti di Antonio Finneus di Arlequins, che aveva già immortalato la mia delusione del mancato acquisto precedente 😅 Poco dopo arriva anche Mauro, altro Arlecchino doc e parte il selfie ricordo con noi tre.
E' il momento di entrare in sala. Che è bella, accogliente e colpisce subito sul palco il grande telo nero con il simbolo rosso dei Magma. Facciamo le inevitabili foto di rito. Arriva anche l'amico Achille, che, geograficamente più vicino a noi, incontriamo più spesso. E come sempre è un piacere.
L'ora X è vicina, prendiamo posto. Un ottimo posto. Prenotando i biglietti quasi immediatamente e con mesi di anticipo siamo messi bene; davanti a noi saluto Umberto dal bolognese, altra presenza che si vede spesso in queste occasioni. A distanza mi sembra di scorgere Eva Morelli e Diego Petrini del Bacio della Medusa, solo a casa avrò la certezza che erano effettivamente loro, vedendo un post di Eva su Facebook. Non c'è il pienone, ma l'impressione è che la sala di circa 1100 posti sia piena per 3/4.
ore 21:20 circa
Ci siamo! I musicisti entrano sul palco. Sono in dieci e mi accorgo subito che manca Stella Vander (non c'è nemmeno il tecnico del suono storico Francis Linon). Christian è l'ultimo a entrare; prende posto dietro la batteria; ormai è tutto pronto.
Ed ecco che il concerto parte. E che partenza! Riconosco immediatamente le note di Mekanik Destruktiw Kommandoh, un capolavoro assoluto. E penso: "Ah, così? Subito subito?". Non sapevo che scaletta aspettarmi e si parte, non bene, ma alla grandissima! MDK inizia senza l'introduzione di piano. Nell'arrangiamento proposto è una partenza leggera, quasi jazzistica. Christian Vander appare rilassato e sorridente. I musicisti e i cantanti sono concentrati. L'acustica è ottima, il volume non troppo alto, il sound compatto, ma con le dinamiche ben avvertibili. E che dinamiche! La musica va in crescendo. Personalmente anche l'emozione cresce. Ho brividi continui, mi sento immerso in un rituale onirico nel quale è un piacere lasciarsi andare. L'andamento marziale si fa più potente, ma anche ricchissimo di sfumature, guidato dai colpi puntuali di Vander, che a volte va di fino, a volte con non poca veemenza. Intanto, non è più sorridente e la mimica facciale comincia a variare. E' trasportato dalla musica, cambia smorfie in continuazione, sembra in trance. Le coriste fanno un lavoro encomiabile e ad un certo punto mi colpisce particolarmente Laura Guarrato, che appare particolarmente sugli scudi, con acuti impressionanti ed un linguaggio del corpo che fa capire bene quanto sia coinvolta in quel momento. I brividi per me continuano. Arriva anche il momento in cui Vander si esibisce al canto in scat. E giunge anche il finale di questa monumentale composizione.
Prima ovazione della serata. Applausi che non vogliono terminare. Applausi meritatissimi. Do un'occhiata agli altri brocchi; hanno gradito; oh, se anno gradito! 😃 E un commento di Geppo è inequivocabile 😄
Ma non c'è tempo di rilassarsi troppo e parte Hhai. Questa non me l'aspettavo, ma la sorpresa è splendida! Altro sguardo d'intesa con Geppo. Un brano maestoso e grandioso, che parte con Vander in piedi dietro la batteria, al canto solista in kobaiano e senza coriste. Quando si siede c'è l'impennata di intensità ed entrano poi anche le cantanti. Il sound è carico di pathos, corposo e le armonie vocali fanno il resto. Altri dieci minuti splendidi. Altra ovazione con minuti di applausi.
Pronti per un altro round ed è il turno di Felicité Thosz. Una composizione che ha arricchito la loro discografia in anni recenti con un altro gioiello di grandissimo valore. La prima parte vede i Magma più sereni e solari rispetto al solito e culmina con la parte denominata Teha. Era il momento di Stella, stavolta tocca a Caroline Indjein andare al centro del palco e prendersi la scena. E se la prende! Oh, se se la prende! Vocalità diversa, ma esibizione da manuale, trascinante, sublime! I brividi continuano. C'è l'intermezzo pianistico in cui rimane sul palco il solo Simon Goubert. Poi rientra la band e si lancia nella seconda parte più carica di quel furore zeuhl che culmina con un altro momento al canto di Vander, poco prima del finale un po' misterioso.
E qui parte una standing ovation impressionante. Applausi veramente a non finire. I musicisti apprezzano, ringraziano, sono visibilmente contenti, ma... dopo solo un'ora e venti lasciano gli strumenti e iniziano ad uscire. Gli applausi non terminano, la richiesta del bis è ovviamente accolta e viene eseguita Ehn Deiss, dal repertorio Offering. Vander stavolta è al centro del palco per questa sorta di preghiera zeuhl, con i Magma più "gentili", ma non meno onirici.
Finisce il brano e il pubblico si scatena ancora. I musicisti si raccolgono, salutano, sarebbe finita. Gli spettatori continuano a farsi sentire. La band confabula, non va via, le coriste cominciano a riprendere il loro posto ed ecco il secondo bis, con The night we died, tratto da Merci e più o meno sulla falsariga del precedente brano.
Stavolta è finita davvero. Il pubblico si spella le mani. Mi sarebbe piaciuto un concerto più lungo, lo penso subito. Ma questo pensiero è scacciato da una serie di altri. C'è la consapevolezza di aver assistito ad un grandissimo evento, ad un'esperienza unica. Perché ogni concerto dei Magma è unico. E' stata la terza volta che li ho visti dal vivo ed ogni volta sono state emozioni forti e diverse. Mi rendo anche conto che, nonostante i brividi continui durante lo spettacolo, nonostante sia il 6 marzo, nonostante stia con una maglietta a mezze maniche, mi sento accaldato. Molto accaldato. Non dico come se avessi suonato insieme al gruppo, ma... boh, forse ci siamo capiti... 😅
Vander, intanto, si trattiene sul palco e si mostra disponibile a firmare autografi; rimane diversi minuti, non riesce ad accontentare tutte le richieste, che erano davvero tante, ma è sorridente, tranquillo, sembra davvero grato dell'accoglienza ricevuta e di come è andata la serata.
E' il momento di salutare gli amici incontrati e di rientrare. Durante il viaggio, inevitabilmente, ragioniamo sul concerto e siamo tutti consci dell'esperienza appena vissuta, gratificante per ognuno di noi. Probabilmente in maniera diversa per ognuno di noi. Ma assolutamente gratificante.
Ore 2:00
Siamo sotto casa di Montag. Saluto gli amici brocchi, con i quali ho condiviso un'altra giornata da ricordare e che mi resterà nel cuore. Mi rimetto in macchina con destinazione Capaccio Paestum.
Ore 3:30
Sono a casa, mi metto sotto le coperte. Ho la sveglia alle 7:00 per il lavoro, ma poco importa se dormirò pochissimo. L'adrenalina scorre ancora a mille per la giornata vissuta, per lo spettacolo enorme a cui ho assistito. Scrivo giusto un post veloce su Facebook che solo parzialmente può far capire le emozioni che ho provato. Ma già so che la voglia di un approfondimento c'è ed ecco che dopo un paio di giorni mi sono ritrovato a elaborare questa sorta di diario della giornata. Prima che certe sensazioni si affievoliscano (anche se sicuramente ci vorrà un po' di tempo...); cercando di cogliere un po' i punti salienti di un concerto formidabile. Conscio che non tutto è spiegabile e descrivibile come si vorrebbe.
Non immaginavo di scrivere tanto; non so se qualcuno ha voluto leggere tutto fino alla fine. Ma dovevo farlo! 😀
Peppe
marzo 2026
Peppe, ho letto tutto fino alla fine e devo dirti che il tuo diario mi ha fatto rivivere perfettamente quella giornata. Hai raccontato con grande spontaneità non solo il concerto dei Magma, ma proprio l’atmosfera di tutta la trasferta: l’attesa, il viaggio, gli incontri, le risate tra amici.
RispondiEliminaÈ vero, il concerto è stato qualcosa di speciale, ma tu sei riuscito a descrivere anche tutto quello che c’è intorno e che rende queste esperienze ancora più belle: la passione condivisa, le amicizie nate grazie alla musica e quella sensazione di aver vissuto qualcosa che resta dentro.
Sono felice di aver fatto parte dei “Quattro di Torraca” in questa avventura. Serate così non si dimenticano facilmente. Un grande abbraccio, (ancora e forse sempre) brocco!
Grazie a te e agli altri amici per la sempre eccellente compagnia; ricambio l'abbraccio :-)
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