Fire! Orchestra - Exit! - 2013

Il trio svedese dei Fire! costituito da Mats Gustafsson, Johan Berthling e Andreas Werliin, allarga la formazione a ben 28 elementi ma non vi aspettate un'orchestra sinfonica! Succede con questo Exit! registrato nel 2012 e pubblicato l'anno successivo su CD e in LP. 
E cosa aspettarsi da quattro batterie e altrettanti bassi elettrici, vari chitarristi e tastieristi, una nutrita sezione di fiati tra sassofoni, tromba, tuba, trombone, clarinetti e ben tre vocalist (due donne ed un uomo). A me pare fantastico irrompere così in un asfittico panorama musicale in qualche modo collegabile al rock progressivo!
Due lunghe suite di circa venti minuti ognuna e mi viene in mente quello spettacolare esperimento di Keith Tippett che nel 1971 radunò ben 50 musicisti di estrazione jazz, rock, folk e classica, per registrare  sotto la sigla Centipede un disco peculiare quale Septober Energy.

Ma veniamo a questo LP d'esordio per i Fire! Orchestra. 

Part One viene condotta da un reiterato ed ipnotico pattern di basso sul quale si innestano gradatamente le voci e gli altri strumenti, in un'altalenante dinamica orchestrale che non lascia scampo. Si viene rapiti da una ricchezza di interventi strumentali, intrecci, variazioni e sfumature senza soluzione di continuità, che lasciano col fiato sospeso nell'attesa di una mutazione. E in effetti arriva, dopo circa dieci minuti e mezzo di caos organizzato, con la voce femminile a introdurre un più pacato groove di basso portante  la nuova scena. Dura il tempo necessario, poi si riprende in un ricco crescendo fino a sfumare in una sorta di andamento blues.

Part Two inizia con vocalizzi filtrati con ampio riverbero; un pianoforte gioca tintinnando le note, entra un riff di basso ed una batteria che inizia ad esser più rock senza essere violenta e, di seguito, tutta la banda in un vortice sonoro che ammalia, terminando nel free controllato fino alla corale e caotica eruzione strumentale finale.

Tutto è dilatato senza eccesso, scorre via senza travolgere con violenza l'ascoltatore; l'impatto è quasi gentile, Mats Gustafsson dirige con sicurezza. C'è un po' di tutto: jazz, free, avanguardia, pulsazioni rock. Un disco coraggiosamente interessante nell'essere anche perfettamente fruibile da chi ama musiche più rassicuranti ma non banali. Grande esordio! 

Nota all'edizione su LP:  copertina singola in cartoncino opaco, foto minimaliste in un B/N sgranato  e poco contrastato, inner bianca con velina interna, disco nero con etichetta centrale di colore ocra per il lato A e rosso spento per il lato B. Nessun altra indicazione ma nel retrocopertina le note necessarie (formazione, strumenti suonati ed altri dati). Vinile di qualità, peso sui 150 gr. non presenta criticità all'ascolto. Etichetta Rune Grammofon.

Brani: Part one e Part two.

Ci suonano:

Voci
Mariam Wallentin, Sofia Jernberg e Emil Svanängen (quest'ultimo anche alla chitarra).
Sezione Fiati (Legni e Ottoni)
Sassofoni: Mats Gustafsson (tenore, elettronica), Anna Högberg (alto), Elin Larsson (tenore), Fredrik Ljungkvist (baritono, clarinetto), Jonas Kullhammar (basso).
Clarinetti: Christer Bothén (clarinetto basso, guimbri).
Trombe: Niklas Barnö, Magnus Broo, Emil Strandberg.
Trombone: Mats Äleklint.
Tuba: Per Åke Holmlander. 
Sezione Ritmica (Batterie e Bassi)
Batterie: Andreas Werliin, Johan Holmegard, Raymond Strid, Thomas Mera Gartz.
Bassi: Johan Berthling (basso elettrico), Dan Berglund, Joe Williamson, Joel Grip. 
Chitarre, Tastiere ed Elettronica 
Chitarre: Andreas Söderström, David Stackenäs, Sören Runolf.
Piano e Organo: Sten Sandell (piano, elettronica), Tomas Hallonsten (organo).
Elettronica: Joachim Nordwall.
 
Geppo
Gennaio 2026 

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