E' passato oltre un decennio dalla pubblicazione di La ligne perdue (recensito qui: https://rottersclubprog.blogspot.com/2016/03/outre-mesure-la-ligne-perdue.html) dei francesi Outre Mesure, che avevano destato impressioni molto positive tra i seguaci del jazz-rock progressivo. Ritroviamo la band nel 2026, con la stessa identica formazione di allora e con l'intatta voglia di proporre una musica particolare, che guarda contemporaneamente al passato e al futuro.
Idées sans fuite offre undici nuove composizioni strumentali, per un'ora piena di durata. Al fianco di chitarra, basso e batteria, due strumenti a fiato, la tromba e il sax tenore. Con questa peculiare line-up i musicisti si lanciano nuovamente in un sound interessante, che parte dal jazz per contaminarsi con altri generi e che mescola continuamente schegge elettriche con timbri acustici.
Non so se l'indirizzo stilistico sia arrivato naturalmente con la voglia di suonare in comune di cinque musicisti o sia frutto consapevole di un percorso di ascolti che ha indirizzato le scelte. Fatto sta che anche in questo disco le coordinate vanno dal Davis elettrico alla scuola canterburiana (Soft Machine in primis), passando per elementi zappiani, deviazioni avanguardistiche in odore di R.I.O., atmosfere fumose da jazz club notturno, vaghe visioni cinematiche...
La musica si mantiene comunque sempre corposa, mostrando una certa unitarietà pur con queste dinamiche e influenze così variabili. E il risultato anche questa volta è di buonissimo livello. Chi aveva apprezzato la precedente produzione degli Outre Mesure sarà sicuramente soddisfatto anche di questo nuovo album.
Idées sans fuite offre undici nuove composizioni strumentali, per un'ora piena di durata. Al fianco di chitarra, basso e batteria, due strumenti a fiato, la tromba e il sax tenore. Con questa peculiare line-up i musicisti si lanciano nuovamente in un sound interessante, che parte dal jazz per contaminarsi con altri generi e che mescola continuamente schegge elettriche con timbri acustici.
Non so se l'indirizzo stilistico sia arrivato naturalmente con la voglia di suonare in comune di cinque musicisti o sia frutto consapevole di un percorso di ascolti che ha indirizzato le scelte. Fatto sta che anche in questo disco le coordinate vanno dal Davis elettrico alla scuola canterburiana (Soft Machine in primis), passando per elementi zappiani, deviazioni avanguardistiche in odore di R.I.O., atmosfere fumose da jazz club notturno, vaghe visioni cinematiche...
La musica si mantiene comunque sempre corposa, mostrando una certa unitarietà pur con queste dinamiche e influenze così variabili. E il risultato anche questa volta è di buonissimo livello. Chi aveva apprezzato la precedente produzione degli Outre Mesure sarà sicuramente soddisfatto anche di questo nuovo album.
2026, autoproduzione
1) Flanger in the night 04:42; 2) Survol du flamant rose dans le ciel bleu d'Atacama 03:20; 3) Idées sans fuite 04:47; 4) Sans tambour ni trompette 04:22; 5) Insouciance 03:58; 6)
L'impatient 08:27; 7) Modifié 09:07; 8) Dans les brumes 04:36; 9) Mr Huc à Deauville 05:49; 10) Train fantôme 05:33; 11) Survol 06:08
durata totale: 60:49
Marc Dosière : trompette; Jérôme Roselé : saxophone ténor; Jean Louis Morais : guitares; Olivier Verhaeghe : basse; Charles Duytschaever : batterie
Peppe
aprile 2026
aprile 2026
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