Magma in concerto a Roma: suoni, emozioni e amicizie.

 

Ieri sera ho vissuto una di quelle serate che restano dentro. All’Auditorium Parco della Musica – Ennio Morricone di Roma, nella Sala Sinopoli, sono andato ad assistere al concerto dei leggendari Magma.
L’avventura è cominciata già nel pomeriggio, partendo da Caserta insieme agli amici del Rotters' Club Giuseppe Di Spirito, Giuseppe Di Meo e Silvio (Montag Winslow). Il viaggio è stato allegro, pieno di chiacchiere e di quella bella aspettativa che precede sempre un concerto importante.

Arrivati davanti all’Auditorium, sul grande piazzale dove si radunavano gli appassionati in attesa dell’apertura delle porte, è successo qualcosa che ha reso la serata ancora più speciale. Sento un tocco sulla spalla, mi volto… ed ecco comparire il mio “fratello del nord” Rodolfo, insieme ad Antonio, che avevo conosciuto tempo fa a Padova durante il Marillion Weekend. Un incontro inatteso e pieno di entusiasmo.

Ma le sorprese non erano finite. Entrati in sala ho ritrovato anche Achille, amico di vecchia data: abbracci, sorrisi, ricordi. Insomma, prima ancora che iniziasse la musica, si respirava già aria di festa.
Poi le luci si sono abbassate e sul palco sono arrivati loro, i Magma guidati dal loro storico fondatore Christian Vander.

Devo dirlo con sincerità: pur apprezzando moltissimo la loro musica, non sono un profondo conoscitore del loro vastissimo repertorio. Ma forse proprio per questo l’esperienza è stata ancora più intensa: lasciarsi semplicemente trascinare dall’energia, dalle voci e dal suono potente di una band che da decenni rappresenta qualcosa di unico nel panorama musicale.

 
 
Il concerto si è aperto con MDK, uno dei brani simbolo del gruppo. Anche per chi, come me, non conosce in profondità tutto il repertorio dei Magma, la forza di questa musica è evidente: ritmi incalzanti, atmosfere quasi rituali e un canto che sembra arrivare da un’altra dimensione. La band suona compatta, con una precisione impressionante.
Con Hhaï il clima si fa ancora più magnetico. Le voci – Hervé Aknin, Isabelle Feuillebois, Sylvie Fisichella, Laura Guarrato e Caroline Indjein, costruiscono un intreccio corale affascinante, mentre il basso di Charles Lucas e la batteria di Vander tengono tutto su binari potentissimi.
Molto suggestiva anche Félicité Thösz, un brano che cresce lentamente e che coinvolge il pubblico in una sorta di trance musicale, tipica dello stile dei Magma.
Il pubblico dell’Auditorium, composto in gran parte da appassionati e conoscitori della band, ha seguito ogni passaggio con grande partecipazione. Si percepiva chiaramente quanto questo gruppo sia amato da chi segue il progressive e le musiche più sperimentali.
Dopo il finale apparentemente conclusivo, la band è tornata sul palco per il primo bis con Ehn Deiss, accolta da un applauso calorosissimo. Ma la serata non era ancora finita: il secondo bis, The Night We Died, ha chiuso il concerto con grande intensità.

La formazione sul palco ha dato prova di grande qualità: oltre alla guida carismatica di Vander alla batteria, molto efficaci le tastiere di Thierry Eliez e Simon Goubert, la chitarra di Rudy Blasi e il basso di Charles Lucas, mentre il gruppo vocale ha dato colore e profondità a tutta la performance.
In definitiva è stata una serata davvero speciale. Non solo per la musica, ma anche per l’atmosfera, per gli incontri tra amici e per quella sensazione bella che si prova quando la passione per la musica diventa anche occasione di condivisione.
E tornando a casa, ripensavo proprio a questo: a volte un concerto non è soltanto un concerto. È un piccolo viaggio fatto di suoni, di emozioni e di amicizie che si ritrovano sotto lo stesso palco.

 Progman59
 marzo 2026
 
 
 
 

Nessun commento:

Posta un commento